L’Apprendista Libraio, tra successo e realtà

in Society di
macchianera

Che mi dici dell’autore di Lolita, ha scritto qualcosa ultimamente?” oppure “Mi scusi, questa è una libreria normale?“. Essere un libraio non è certamente un mestiere facile al giorno d’oggi. Se però si guarda il lato esilarante delle mille situazioni tragicomiche che un commesso è costretto a vivere sulla propria pelle, una risata ci scappa senz’altro. Questo è quello che Stafano Amato descrive sul suo blog L’Apprendista Libraio, vero e proprio esempio di cosa può comportare il contatto col pubblico in un paese di provincia, Siracusa per la precisione. Il portale, premiato per la seconda volta in pochi anni come Miglior Sito Letterario ai MacchiaNera Awards 2015, è un vero contenitore di testimonianze e di situazioni al limite della credibilità. Da poco ha aperto i battenti anche ai contributi di chi non lavora in libreria ma che comunque si ritrova a fare i conti con il ‘popolo’. Orsa Minore ha deciso di approfondire proprio con Stefano i motivi del suo successo sul web, evidenziati dal trionfo alla Festa della Rete 2015, non perdendo l’occasione di fare il punto sulla situazione librerie nel nostro Paese.

Si ride con la bocca storta

stefano amato
Stefano Amato

Stefano, come è nato L’Apprendista Libraio?

Dopo aver iniziato a lavorare in libreria, ho deciso di ritagliare un po’ di spazio su un altro blog che gestisco, per raccontare le vicende strane che mi capitavano durante il lavoro. La cosa ha avuto successo, i post al riguardo sono aumentati e così ho deciso di aprire un sito apposito chiamato appunto L’Apprendista Libraio. Il nome viene da una rubrica che per qualche tempo avevo tenuto. Il portale è riservato a queste esperienze che registravo con lo stesso spirito con cui, quando eravamo a scuola, riportavamo il fatto divertente capitato in aula o al professore. Pian piano il progetto è cresciuto e ha cominciato a raggiungere sempre più pubblico, così ho aperto diverse rubriche e l’ho aperto anche all’esterno permettendo ad altri librai di contribuire alla raccolta. Ogni anno si sono aggiunti sempre più lettori, ma la cosa è stata graduale, tanto che, nonostante sapessi dell’esistenza dei MacchiaNera Awards, la cosa non mi era mai interessata più di tanto. Poi, due anni fa, nel 2013, ho cominciato a ricevere messaggi come ‘ah, ho visto che ti sei candidato’, senza neanche che io lo sapessi. Il risultato è stato che ho vinto quell’edizione senza volerlo. Da che non ero interessato, ho cominciato a sentire la competizione e siccome nel 2014 sono arrivato secondo, nell’ultima edizione ho spinto un po’ di più la candidatura e questo è servito a permettermi di rivincere il premio.

Le situazioni raccontate sono più comiche o in realtà nascondono un’indole tragica?

Nascono per farsi una risata, però è un sorriso quasi amaro, che involontariamente lascia spazio ad una riflessione sullo stato della cultura italiana. Io che scrivo e che lavoro in una libreria così di provincia da essere ai confini dell’Impero, posso dire che quello che accade qui è una rappresentazione di quello che è la società realmente, non solo nel campo di chi acquista, vende e legge libri. Si ride con la bocca storta diciamo.

apprendista libraio

Facci l’identikit del cliente medio di una libreria di provincia.

Il cliente medio capisce di libri più di quanto uno si possa pensare, legge abbastanza. Io riporto soltanto le situazioni più particolari, ma ovviamente non tutti sono così. Per dati anagrafici, comunque, un cliente di questo tipo non è molto attento all’attualità e a quello che succede nel mondo della lettura, soprattutto in campo tecnologico, è molto legato anche all’oggetto-libro e all’immagine che evoca. Non usa il Kindle e non scarica Ebook. In generale, la situazione è più rosea di quanto traspare all’esterno. Si può parlare con un cliente, si riesce a scambiarsi opinioni e spesso anche consigli.

Un esempio, invece, di qualche situazione avvenuta a te o ad altri librai ultimamente.

Quest’esperienza di una ragazza che lavora in un bar: penso che racconterò il suo contributo, perché se in generale le situazioni descritte nel blog sono legate al mondo delle librerie, i racconti di qualsiasi persona che è a contatto con il pubblico sono i benvenuti. Il cliente in questione è entrato nel bar con la moglie ed ha ordinato un caffè. La ragazza lo ha fatto, ma quando ha visto lo scontrino ha notato che i caffè pagati erano due. Il signore le ha risposto che aveva chiesto sì un caffè, ma uno per se e uno per la moglie. Più che commessi, dobbiamo essere interpreti.

Come si gestisce una libreria di provincia? Come si fanno quadrare i conti?

Noi ci riusciamo perché, lavorando in una città turistica, siamo proprio al centro del passaggio principale, così offriamo tutta una serie di servizi rivolti ai turisti, come gadget, souvenir, libri illustrati, guide e cartine. Questo permette di arrivare alla fine del mese senza troppi problemi. In generale, lavorando solo con i libri, non so se sopravviveremmo. Quello che ho notato nella mia esperienza è che dietro un’attività come la nostra c’è tutto un sistema di burocrazia, neanche stessimo gestendo una centrale nucleare. Prima di lavorarci in questo campo, non pensavo fosse così difficile star dietro a tutte le problematiche che alla fine finiscono per affossare la maggior parte delle librerie indipendenti.

Da ragazzo giovane, qual è il rapporto tra librerie e tecnologia?

Dove lavorio io, pronunciare parole come Ereader o Kindle è una sorta di taboo. Il colmo si raggiunge quando entra un cliente, ed è capitato più volte, per parlare con te di libri e dice che non li compra perché ormai legge solo con l’ipad scaricandoli gratis da emule, sentendosi anche divertente. Personalmente non ho preferenze, io leggo indifferentemente sia su carta che in digitale. Per una libreria, però, soprattutto tra quelle più piccole, è una competizione vera, ma una competizione a perdere.

Tornando al tuo blog, spiegaci i motivi del successo raggiunto in questi anni.

Secondo me è piaciuto il fatto che rappresenta uno spaccato di società che racconta molto del nostro Paese. Nasce come intrattenimento puro, però riesce a spiegare in modo diretto, ad esempio, il rapporto dei ragazzi con la lettura, o il rapporto e le dinamiche tra padre e figlio. O magari, semplicemente, fa ridere. Di preciso non lo so.

macchia nera
Il MacchiaNera Award

Per un blog come il tuo, che esperienza è partecipare ad una competizione come i MacchiaNera, riuscendo anche a vincerla?

Fa molto piacere e fa salire il demone della competizione. Ti mette in contatto con altre realtà del web che magari non conoscevi e in alcuni casi fa spuntare anche qualche collaborazione. Mi è dispiaciuto non essere riuscito in nessuna delle due occasioni ad essere presente a Rimini per le premiazioni. Se il prossimo anno vinco di nuovo, vado sicuramente. Dall’esterno, comunque, tutti pensano che si vincano dei soldi o che si acquisiscano vantaggi di chissà che tipo, in realtà dopo i due tre giorni di gloria, il titolo di vincitore finisce un po’ nel dimenticatoio. Ma fa sempre molto piacere ricevere un attestato di stima da parte del proprio pubblico.

Un consiglio a chi si avvicina al lavoro in libreria?

Consiglio di armarsi di molta, moltissima pazienza. L’immagine di una libreria come posto rilassante, dove leggi nei momenti morti, appartiene al passato. Oggi tutti i giorni arrivano scatoloni con nuove pubblicazioni, il ritmo è molto più serrato, le cose da fare sono tantissime sia per rispettare gli obblighi che per riuscire a guadagnare. Bisogna prepararsi allo scontro con la realtà: il rapporto tra il libraio e il cliente vorace lettore è quasi scomparso. Occorre essere informati, nonostante per la quantità di libri che arrivano non si riesce più a leggere tutto quello che si vende.

E per chi desidera aprire un blog di successo?

Dalla mia piccola esperienza non so se posso dare consigli validi, ma credo che il divertimento debba essere sempre davanti a tutto. Se uno si diverte con quello che fa, sicuramente riesce a trasmettere qualcosa di più profondo a chi lo legge.

L’Apprendista Libraio – Stefano Amato
www.apprendistalibraio.blogspot.it
Facebook: Apprendista Libraio

Ho scritto otto diverse biografie. Cinque di queste non mi convincevano, una l’ho cancellata per errore, un’altra m’avrebbe messo contro mezzo mondo e l’ultima non è questa che vedete.

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