Orsa Minore http://orsa-minore.com Fri, 06 May 2016 16:20:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.5.2 Coffee Break – Senti questa! http://orsa-minore.com/2016/05/coffee-break-senti-questa/ http://orsa-minore.com/2016/05/coffee-break-senti-questa/#respond Fri, 06 May 2016 08:02:15 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4394 Non importa se al bar ordinate un caffè in tazzina bollente accompagnato da un bicchiere di acqua tiepida o se, invece, vi accontentate di un espresso amaro che il barista vi lancia contro perché sta già preparando la macchina per il cliente successivo. Il coffee break è, probabilmente, l’unica panacea…

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Non importa se al bar ordinate un caffè in tazzina bollente accompagnato da un bicchiere di acqua tiepida o se, invece, vi accontentate di un espresso amaro che il barista vi lancia contro perché sta già preparando la macchina per il cliente successivo. Il coffee break è, probabilmente, l’unica panacea in grado di farci sopravvivere in questo mondo di voucher, soft skill, disposizioni urgenti in materia di, e videotutorial di social media strategies.

Né la striscia delle breaking news delle grandi emittenti satellitari né tanto meno il refresh spasmodico-compulsivo di repubblica.it potrà mai competere col commento semi professionale dell’aggiornatissimo bevitore di caffè, colui in grado di diffondere nell’etere universitario, del quartiere o del proprio circolo bocciofilo le notizie più succulenti delle ultime 12 ore.

Noi della redazione di caffè e notizie coi trend topic ben contrassegnati ci andiamo in assuefazione e ci inorgoglisce rendere omaggio a questi ultimi romantici bevitori di caffè, citizen journalist sempre e comunque sul pezzo, con la capacità unica di farvi distogliere per qualche minuto lo sguardo dalla bacheca di Facebook (che comunque resta una fonte preziosissima per gli addetti ai lavori) e farvi prendere parte alle ‘cose del mondo’.

Ecco la nostra selezione di breaking news, senza alcun ordine di importanza. Perché nella pausa caffè non conta la notizia in sé, ma quanto meglio potrà distrarci dalle problematicità della giornata che stiamo per affrontare.

Da sola a pugno chiuso sfida 300 neonazisti in Svezia.

13165942_10153626044486864_3844717788386144760_nAffronta da sola e con il pugno chiuso e alzato 300 neonazisti svedesi scesi in piazza a Borlange, a Nord-Ovest di Stoccolma, in occasione della giornata internazionale dei lavoratori. Tess Asplund è diventata uno dei simboli della resistenza all’ascesa dei movimenti di estrema destra in Scandinavia. “E’ stato un impulso, ero arrabbiata, così sono scesa in strada. Ho pensato, non possono marciare qui, nessun nazista marcerà qui”, ha raccontanto la Asplund al Guardian nel ricordare il momento immortalato negli scatti divenuti virali sul web. Fa tornare alla memoria un’altra donna, sempre svedese, che nel 1985 prese a borsate un estremista di destra.

A San Marino torna il simposio mondiale sugli Ufo

Un “doppio evento” per gli amanti dell’astronomia e per i curiosi della vita extra-terrestre: tornano questo week end sul Titano (San Marino) i tradizionali simposi mondiali sugli enigmi dell’universo. Sabato 7 e domenica 8 maggio si terrà infatti la 24^ edizione dei simposi organizzati dal giornalista aerospaziale e saggista Roberto Pinotti, per il Centro ufologico nazionale (Cun), sotto l’egida del Dicastero al Turismo e del Territorio della Repubblica di San Marino. Quest’anno il tema dell’esplorazione dello spazio e della vita nel cosmo è connesso a quello particolare degli “Oggetti volanti non identificati e fenomeni connessi“. Nella nota a corredo dell’evento si può leggere anche:  “Oltre che dall’Italia la manifestazione vedrà gli interventi autorevoli di delegati da Usa, Francia, Regno Unito, Bulgaria, Germania, Vaticano e Nazioni Unite, con contributi inediti e tesi a fare il punto sulla situazione a tutt’oggi”. I want to believe.

Riportare in vita i morti, il progetto shock lanciato da una società biotech americana

Un gruppo di scienziati statunitensi ha dato il via a un progetto per “riportare in vita” i soggetti clinicamente morti. Sembra la trama di un film horror o di fantascienza, ma è tutto vero. La società biotech Bioquark ha infatti ricevuto l’approvazione dal governo Usa, inclusa la possibilità di reclutare (con permessi speciali ottenuti dalle famiglie) 20 pazienti clinicamente morti a seguito di una lesione cerebrale traumatica. Per riuscire nell’impresa, i ricercatori utilizzeranno un mix di terapie, tra cui la rigenerazione del cervello e l’iniezione di cellule staminali. Questa cosa l’ho già vista fare in TV ed è finita sempre male.

Invictus Game, il primo ministro canadese sfida la Regina e gli Obama a colpi di flessioni

trudeauDopo Obama e Michelle, che hanno sfidato scherzosamente la regina Elisabetta e il principe Harry, anche il primo ministro canadese Justin Trudeau si butta nella mischia e partecipa con uno spot alla promozione degli Invictus Games, i giochi riservati agli invalidi e mutilati di guerra di Gran Bretagna e Usa. Dopo aver fatto le flessioni con un solo braccio, anche Trudeau fa cadere a terra un microfono – come a dire che la discussione è finita – proprio come avevano fatto Barack Obama ed Harry, aggiungendo: “Il Canada è pronto”.

Jani, il cacciatore di bug

Jani, un appassionato di cyber security con una particolare dimestichezza e grazia nella programmazione di videogiochi, ha scovato un grave bug su Instragram che permetteva agli utenti di cancellare i commenti di chiunque a causa del malfunzionamento dell’Application Program Interface (Api) del social. Facebook, proprietario di Instragram dal 2012, ha ringraziato Jani della scoperta ricompensandolo con diecimila dollari. Ah, Jani ha 10 anni. La cyber security non sarà mai il mio mestiere.

Adesso, dopo aver ringraziato il barista, potete tornare alle vostre ansie.

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Dentro la CivilWar: la scienza spiega Captain America http://orsa-minore.com/2016/05/dentro-la-civilwar-la-scienza-spiega-captain-america/ http://orsa-minore.com/2016/05/dentro-la-civilwar-la-scienza-spiega-captain-america/#respond Tue, 03 May 2016 10:27:47 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4359 Captain America Civil War sta arrivando nelle sale cinematografiche ed è pronto, a partire dal 4 maggio, a dividere i fan nella vita reale così come ha diviso gli Avengers nella trama del film. Alla base della contrapposizione che porterà i supereroi a scegliere per quale ideologia lottare c’è la volontà da…

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Captain America Civil War sta arrivando nelle sale cinematografiche ed è pronto, a partire dal 4 maggio, a dividere i fan nella vita reale così come ha diviso gli Avengers nella trama del film. Alla base della contrapposizione che porterà i supereroi a scegliere per quale ideologia lottare c’è la volontà da parte delle Nazioni Unite di promulgare gli “Accordi di Sokovia”, una sorta di regolarizzazione e monitoraggio dei superumani (decisione dettata dai fatti catastrofici con cui si è conclusa la pellicola di “Avengers: Age of Ultron”). Il gruppo dei Vendicatori così viene spaccato: il #TeamIronMan supporta il governo in quanto il suo leader Tony Stark si ritiene colpevole per aver costruito Ultron, mentre il #TeamCap, con a capo Steve Rogers, non si fida più del governo da quando ha scoperto che l’Hydra era infiltrata nello S.H.I.E.L.D. e lo manipolava.

Se prendere le parti di uno dei due team è più che mai difficile, forse la scienza, andando a sondare le origini e le caratteristiche dei due leader e protagonisti principali del film, può venirci in soccorso e aiutarci ad avere un’idea diversa della questione. Cerchiamo quindi di indagare il modo in cui Captain America ha ricevuto i suoi poteri e facciamo luce sulle caratteristiche del suo scudo.

La scienza dietro Captain America

Steve Rogers/Captain America è inizialmente un giovane con un profondo senso della patria e un fisico quanto mai esile e gracile che lo fa ritenere inabile a prestare servizio militare. Spinto dalla ferma convinzione di voler dare a tutti i costi una mano nello sconfiggere le infernali armate del Terzo Reich, Steve si sottopone a un esperimento militare segreto per poter sviluppare le proprie abilità fisiche e cognitive. Usato prima come arma di propaganda e poi come testa d’ariete sul campo di battaglia dall’esercito americano, Captain America finisce ibernato in un pezzo di ghiaccio al polo nord, per poi essere ritrovato vent’anni dopo da alcuni supereroi nel frattempo comparsi nell’Universo Marvel: i Vendicatori.

Ma in che modo il magro e debole Steve Rogers si è trasformato nell’acclamato supereroe Captain America?

Quando Rogers si è presentato come volontario all’esperimento top-secret, gli è stato prima somministrato il “Super Soldier Serum”, poi il suo corpo è stato inondato da una controllata esplosione di “Vita-Rays”, con lo scopo di attivare e stabilizzare le molecole chimiche immesse nel suo sistema. Come Captain America, Rogers ha acquisito forza, agilità, velocità e tempo di reazione agli stimoli fuori dal comune, accoppiati a un meccanismo che permette al suo corpo di eliminare le tossine che si vengono a creare in seguito alla fatica, garantendogli così una fenomenale resistenza.

Da cosa era composto questo super-siero? Non lo sappiamo e perfino gli scienziati dell’Universo Marvel ne sono all’oscuro. La scienza moderna ha però identificato alcuni specifici geni responsabili dell’aumento sia della massa muscolare che dell’efficienza del trasporto dell’ossigeno nel sangue. Questi geni posso essere selettivamente attivati o disattivati, proprio come un normale interruttore, grazie ad alcuni strumenti di modifica del genoma, in un processo chiamato epigenetica. Nucleasi a dita di zinco o il sistema CRISP/Cas9 ci permettono in linea teorica di sondare il nostro Dna, riconoscere specifici geni, attivarli e permettere così di aumentare la nostra muscolatura, renderci mentalmente più attivi, nonché incredibilmente veloci e resistenti. Inoltre, questi specifici strumenti e le loro ”istruzioni” potrebbero venire racchiusi in capsule già disponibili in commercio dalle aziende farmaceutiche. Ed è qui che entrano in gioco i Vita-Rays: queste capsule potrebbero essere programmate per rilasciare il proprio contenuto sotto l’influenza di specifiche lunghezze d’onda: molti sistemi di questo tipo utilizzano i raggi UV (luce che emette fotoni nell’ultravioletto) che potremmo considerare così omologhi ai raggi che hanno contribuito a creare Captain America.

La scienza dietro lo scudo di Captain America

Compagno fedele e micidiale arma di difesa e di offesa, lo scudo del nostro supereroe è unico nel suo genere: capace di assorbire perfino i colpi del martello di Thor senza neanche un graffio, riesce a rimbalzare su qualsiasi superficie e stendere i nemici con un colpo ben assestato. Non esiste niente di tutto ciò sulla Terra (e forse è un bene!) infatti lo scudo è costituito da un metallo alieno noto come “vibranium”, capace di assorbire suoni e vibrazioni.

Capitan AmericaSuveen Mathaudhu, program manager nella divisione della scienza dei materiali dell’esercito americano, ha cercato di spiegare alcuni aspetti dell’inseparabile arma di Captain America. Da un prospettiva scientifica, dice Mathaudhu, è importante tenere a mente la prima legge della termodinamica (l’energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma), perciò tutta l’energia dei colpi subiti dallo scudo deve necessariamente andare da qualche parte. Molto probabilmente i legami atomici delle molecole del vibranium sono in grado di conservare tale quantità di energia, poiché lo scudo sembrerebbe incassare colpi senza emettere alcuna onda d’urto o di calore ( l’onda d’urto provocata da Thor dopo aver colpito lo scudo assomiglia più ad un effetto drammatico e non ha altri riscontri durante la narrazione).

Per farla semplice lo scudo di Captain America, oltre ad essere indistruttibile, funziona come una combinazione tra un supercondensatore e una batteria: da supercondensatore assorbe e rilascia energia molto velocemente (utile per disperdere la forza dopo un colpo subito), mentre come batteria riesce a rilasciare energia in modo controllato trasformando così lo scudo in un boomerang ad alta potenza.

Abbiamo visto come la scienza abbia un ruolo chiave nelle vicende fumettistiche del nostro eroe targato Marvel e come essa rappresenti un successo senza pari: l’esperimento a cui si sottopone Rogers, infatti, fila liscio secondo i piani elaborati in segreto dal Dr. Abraham Erskine, senza scomodare incidenti o catastrofi nucleari. Ma la scienza da sola non può prendersi tutti i meriti nella creazione di Captain America: Steve Rogers può definirsi uno dei pochi eroi, che prima dell’effettivo evento di trasformazione, sapesse già di divenire tale. I potenziamenti da supereroe non cambiano il nostro modo di essere e la nostra provenienza, ma servono a potenziare e a migliorare le caratteristiche che già possediamo. Per Steve Rogers, queste caratteristiche sono quanto di più auspicabile: la beneficenza, l’altruismo e l’umiltà.

Questo la scienza lo sa e ha quindi deciso di puntare su Captain America. E voi, da che parte state?

#TeamCap vs #TeamIronMan

Sitografia

http://news.stanford.edu/news/2014/august/marvel-heroes-alvarado-081214.html
http://nerdbastards.com/2014/04/22/the-science-behind-captain-americas-shield/
http://blogs.discovermagazine.com/sciencenotfiction/2011/07/23/captain-america-gets-enhancement-right/#.Vye0JdKLTIV

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Dentro la CivilWar: la scienza spiega Iron Man http://orsa-minore.com/2016/05/dentro-la-civilwar-la-scienza-spiega-iron-man/ http://orsa-minore.com/2016/05/dentro-la-civilwar-la-scienza-spiega-iron-man/#respond Tue, 03 May 2016 10:30:23 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4360 Se nel leader del #TeamCap abbiamo la classica incarnazione del supereroe dei fumetti, colmo di valori etici, dall’altra abbiamo un eroe che in qualche modo si discosta da questi classicismi: un eroe carismatico, sicuro di se, playboy ma anche filantropo e genio scientifico. Stiamo ovviamente parlando di Anthony “Tony” Stark, leader del…

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Se nel leader del #TeamCap abbiamo la classica incarnazione del supereroe dei fumetti, colmo di valori etici, dall’altra abbiamo un eroe che in qualche modo si discosta da questi classicismi: un eroe carismatico, sicuro di se, playboy ma anche filantropo e genio scientifico. Stiamo ovviamente parlando di Anthony “Tony” Stark, leader del #TeamIronMan.

Figlio dell’industriale Howard Stark, Tony ha dimostrato la sua attitudine all’ingegneria e all’invenzione fin da un’età molto precoce. A 15 anni è infatti entrato nel corso di Ingegneria Elettrica presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), concludendo gli studi con due lauree magistrali all’età di 19 anni. Appena due anni dopo, a seguito della morte del padre, è diventato proprietario delle Stark Industries, una multinazionale miliardaria all’avanguardia nel mondo degli armamenti e della tecnologia.

Durante un viaggio di lavoro in Vietnam, Stark cade in una trappola e resta gravemente ferito al petto da una granata. Viene preso prigioniero dal leader comunista Wong-Chu, intenzionato a obbligarlo a costruire per lui una potente arma. Entro una settimana dall’incidente, però, le schegge della granata penetreranno il suo cuore, uccidendolo. Tony, insieme a un altro prigioniero, riesce a ingannare Wong-Chu, costruendo un’armatura dotata di un generatore di campo magnetico in grado di evitare che le schegge raggiungano il suo cuore. Grazie all’armatura, Stark riesce a fuggire e tornare in patria, dove assume l’identità di Iron Man, migliorando costantemente la sua nuova armatura e divenendo un supereroe membro fondatore degli Avengers.

Ma qual è la scienza che si nasconde dietro alle incredibili storie di questo supereroe?
costo armatura ironman
Quanto costerebbe l’armatura di Iron Man? Secondo il sito MoneySupermarket.com, la cifra si aggirerebbe sui 110.000.000 dollari

Secondo la American Chemical Society (ACS), l’originale armatura Mack I dei fumetti sarebbe stata interamente (o quasi) di ferro e pesante circa 70 Kg, quindi piuttosto scomoda da indossare e maneggiare.

Successivamente, Stark avrebbe migliorato la sua armatura attraverso una lega di oro-titanio. Però, sempre secondo la ACS, questa modifica peggiorerebbe soltanto le cose facendo raggiungere all’armatura un peso totale di 160 Kg, impensabile da gestire per un uomo comune.

La soluzione finale sarebbe una lega di nichel e titanio, chiamata nitinol. Questa lega, realmente esistente, sarebbe l’ideale per l’armatura di Iron Man, essendo allo stesso tempo forte ma leggera e con un’alta resistenza al calore. Inoltre, può essere facilmente riparata e riformata dopo aver subito danni, per esempio, da proiettili. Per aumentare ulteriormente la resistenza al calore, probabilmente l’armatura contiene elementi in grafite rinforzata con fibre di carbonio, utile soprattutto per resistere all’elevato calore emanato dagli stivali razzi.

Il vero elemento fondamentale dell’armatura di Iron Man è sicuramente il suo reattore Arc, una mini centrale nucleare portatile. È scientificamente realizzabile un oggetto simile? Per adesso no, ma in futuro probabilmente si. Il reattore Arc è alimentato da un nuovo elemento della tavola periodica, ottenuto dalla stesso Tony con un acceleratore di particelle casalingo. La creazione di nuovi elementi non è fantascienza: infatti, Stark usa il suo acceleratore di particelle per provocare collisioni tra i nuclei atomici e generare cosi un nuovo tipo di atomo. Tutto ciò non è del tutto dissimile dagli esperimenti che si svolgono presso gli acceleratori reali, come il CERN. Difatti, gli scienziati sono già in grado di sintetizzare nuovi atomi, la difficoltà si trova nel sintetizzare e catturare atomi stabili.

Secondo alcuni scienziati, la macchina al momento esistente più vicino al reattore Arc è il reattore Tokamak. Il Tokamak è una macchina toroidale in grado di mantenere la materia sotto forma di plasma attraverso la presenza di campi magnetici, generando energia utilizzabile. Ora che abbiamo trovato una macchina simile al reattore Arc rimane ancora un altro problema: le dimensioni. Il reattore di Stark è talmente piccolo da poterlo inserire nell’armatura all’altezza del petto, mentre il Tokamak più piccolo oggi esistente ha le dimensioni di un tavolo. Quindi se vogliamo vedere un mini reattore nucleare dobbiamo ancora pazientare.

esoscheletroPer quanto riguarda l’esoscheletro in generale c’è poco da dire, la sua costruzione è piuttosto fattibile. Già diverse aziende specializzate nel settore della difesa, come la Raytheon Company, stanno compiendo grandi progressi nella realizzazione di esoscheletri in grado di migliorare la forza, l’agilità e la resistenza dei soldati, consentendogli di diminuire il rischio di affaticamenti o lesioni in seguito a sforzi fisici di una certa importanza.

Il vero ostacolo per la creazione di armature avanzate come quelle di Tony Stark è costituito dalla fonte d’energia, come afferma James Kakalios, docente di fisica all’Università del Minnesota e autore del libro La fisica dei supereroi.

“Exo-skeletons for strength enhancement, armor for defense, jet and hand thrusters for flight – all this technology exists today. What is lacking is a credible power source that one can carry with you that would energize the suit for more than a few minutes”

Per concludere, dal punto di vista scientifico, diventare Iron Man non è un sogno irrealizzabile, anzi, la Scienza sembra essere dalla sua parte. E voi, invece, da che parte state?

#TeamCap vs #TeamIronMan

Sitografia

http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3060629/The-science-AVENGERS-Physics-chemistry-Iron-Man-s-suit-Captain-America-s-shield-revealed.html
http://news.discovery.com/tech/gear-and-gadgets/a-real-iron-man-suit-130503.htm
http://marvel.com/news/comics/12004/marvel_science_iron_mans_armor
http://kingoftoysgame.blogspot.it/2012/08/counting-cost-of-being-iron-man.html
https://www.newscientist.com/article/dn13815-iron-man-the-science-behind-the-fiction/
https://www.quora.com/What-is-theory-concept-behind-the-Miniature-Arc-Reactor-built-by-Tony-Stark

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Correre a Roma: ecco i percorsi migliori http://orsa-minore.com/2016/05/correre-a-roma-ecco-i-percorsi-migliori/ http://orsa-minore.com/2016/05/correre-a-roma-ecco-i-percorsi-migliori/#respond Mon, 02 May 2016 13:18:24 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4349 Se siete stanchi di andare a correre a Roma facendo la gincana tra le automobili in fila nemmeno foste degli scooteristi impazziti e, una volta tornati a casa, stanchi morti, pensate: “almeno con la corsa ci guadagno in salute”, ma poi vi guardate allo specchio e avete la faccia nera…

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Se siete stanchi di andare a correre a Roma facendo la gincana tra le automobili in fila nemmeno foste degli scooteristi impazziti e, una volta tornati a casa, stanchi morti, pensate: “almeno con la corsa ci guadagno in salute”, ma poi vi guardate allo specchio e avete la faccia nera di smog come quella di un minatore, che allora viva il cibo in scatola e i fast food almeno la mia pelle bianca rimane soffice e vellutata, questi dieci incantevoli posti in cui sgambettare in mezzo agli uccellini e all’ossigeno renderanno la vostra pelle ancora più soffice e vellutata.
10 – Villa Ada

villa adaNella zona settentrionale della Capitale, Villa Ada offre al runner diverse opportunità di allenamento: giro del lago (720 metri); giro del lago e del prato (1.140 metri) giro del lago e del prato proseguendo per i viali (1.850 metri); giro del lago, salita dal lato Monte Antenne, discesa dai viali (3.500 metri); giro del lago, boschetto, ambasciata, area giochi alta e discesa dai viali (4.500 metri). È il secondo più grande parco pubblico della Capitale dopo Villa Doria Pamphilj.

9 – Villa Doria Pamphilj

villa pamphiljAppena fuori dalle mura nel quartiere Gianicolense, Villa Doria Pamphilj è il più grande parco pubblico urbano di Roma. Nei pressi dell’area, che dispone di diverse tipologie di percorsi di allenamento, è possibile usufruire di un locale custodito, dove depositare le proprie borse sportive, utilizzare i bagni e fare la doccia. Il servizio, offerto gratuitamente (tranne le docce) è disponibile dalla mattina alla sera. La struttura si trova vicino al punto jogging, presso l’entrata di Via Vitellia.

8 – Villa Borghese

villa borgheseTerzo parco di Roma, per circa 80 ettari di verde, si estende in gran parte sul quartiere Pinciano e in piccola parte sul rione Campo Marzio, divisi dalle Mura aureliane. Il percorso parte da Porta Pinciana, viale del Museo Borghese. Alla partenza ci sono il cippo con indicato il Km 0 e il tabellone con indicato tutto l’itinerario. Il percorso ha una lunghezza di 7 Km ed è segnalato ogni 500 metri da un cippo in legno con targa metallica. L’arrivo è coincidente con la partenza e corrisponde al Km 7.

7 – Parco della Caffarella

parco caffarellaTra i percorsi più avventurosi di tutta la Capiale: all’interno del Parco della Caffarella non è presente una segnaletica che indichi distanze percorse ma la bellezza del parco sta proprio nella sua natura particolarmente selvaggia. Il parco è attraversato da percorsi ondulati, lunghissimi rettilinei pianeggianti e diversi strappi in salita. La Caffarella è attualmente una delle aree verdi più grandi di Roma (132 ettari di verde pubblico) e fra le maggiori aree verdi urbane d’Europa.

6 – Parco degli Acquedotti

parco degli acquedottiIl Parco degli Acquedotti è un’area verde urbana di Roma, all’interno del municipio VII, facente parte del Parco regionale suburbano dell’Appia antica, compreso tra il quartiere Appio Claudio, via delle Capannelle e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, per un’estensione di circa 240 ettari. Il parco permette di correre e andare in bici fra le suggestive rovine degli acquedotti romani di età imperiale e del rinascimentale acquedotto Felice. Il percorso ad anello presente nel parco è totalmente pianeggiante.

5 – Tenuta del Cavaliere

tenuta del cavaliereSituata al Km 17 della Via Tiburtina, la Tenuta del Cavaliere, anche se è al di fuori dei confini della Riserva Naturale della Valle dell’Aniene, è uno dei luoghi più suggestivi della campagna romana. La Tenuta del Cavaliere è, infatti, uno dei pochi baluardi di natura agricola e incontaminata che è rimasto nella periferia est della Capitale. Una location di allenamento tra le migliori in tutta Roma grazie ai percorsi sia sterrati che sull’asfalto. Non mancano salite impegnative e lunghi rettilinei.

4 – Tor Vergata

tor vergataUn punto di riferimento per tutti i runner della periferia Sud della Capitale. Il prato di Tor Vergata, vicino all’omonimo campus universitario, è perfetto per chi non è al massimo della forma fisica e si dedica alla corsa “leggera” soltanto poche volte al mese. La lieve pendenza del circuito offre la possibilità di praticare una corsa piacevole sia per i lunghi che per le ripetute. Consigliamo, però, di evitare la pista ciclabile e di scoprire il percorso interno, lontano dalle macchine in movimento.

3 – Parco di Santa Maria della Pietà

parco santa maria della pietàIl Parco di Santa Maria della Pietà si trova nella zona nord di Roma, lungo la via Trionfale. Oggi è considerato il tempio dei runner romani, ma un tempo ospitava un manicomio cittadino. All’interno del parco è segnato un percorso di 2 km che, spostandosi su un viale fuori dal parco arriva a misurarne 3. Il percorso è quasi tutto in piano, fatta eccezione per una leggera salita di 300 m (che dopo qualche giro si fa sentire sulle gambe), tra il km 1,2 e il km 1,5 che recupera tramite una dolce discesa di circa 400 m.

2 – Lago di Nemi

lago di NemiIl Lago di Nemi fa parte del Parco Regionale dei Castelli Romani ed è un piccolo lago vulcanico situato tra i comuni di Nemi e Genzano. Tra i percorsi più affascinanti tra quelli a disposizione nei Castelli Romani, prevede un tratto da percorrere sulla cima dell’antico cratere vulcanico e uno sulla riva del lago stesso. Alterna tratti immersi nel bosco ad altri cementati, passando di fronte a un impianto museale all’interno del quale è possibile visitare i resti di due enormi navi romane fatte costruire dall’Imperatore Caligola.

1 – Lago di Albano (Castel Gandolfo)

castel gandolfoBen più grande del vicino Lago di Nemi, l’anello del Lago di Albano, o di Castelgandolfo come viene anche chiamato nella zona, rappresenta meta ambita dagli amanti sia della corsa che della bicicletta: i suoi 9,08 km sono infatti percorribili in entrambi i modi, immersi per gran parte nel verde del bosco, con sempre bene in vista le acque del lago. Per il resto, si può scegliere se percorrere i restanti km sulla sabbia della riva o sul passaggio pedonale interno. Un percorso facile ma di grande appeal.

E voi invece? Dove amate correre? 

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10 canzoni “rock demenziali” da ascoltare assolutamente http://orsa-minore.com/2016/05/10-canzoni-rock-demenziali-da-ascoltare-assolutamente/ http://orsa-minore.com/2016/05/10-canzoni-rock-demenziali-da-ascoltare-assolutamente/#respond Fri, 06 May 2016 08:08:36 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4389 Con canzone demenziale o canzone comica ci si riferisce a quei lavori di artisti (o gruppi rock e in alcuni casi heavy metal) i cui contenuti lirici sono caratterizzati da una certa comicità folle e a volte anche nosense. La tradizione musicale italiana vanta numerosissimi esempi di canzone demenziale e…

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Con canzone demenziale o canzone comica ci si riferisce a quei lavori di artisti (o gruppi rock e in alcuni casi heavy metal) i cui contenuti lirici sono caratterizzati da una certa comicità folle e a volte anche nosense.
La tradizione musicale italiana vanta numerosissimi esempi di canzone demenziale e di artisti che hanno fatto di questo stile musicale il proprio cavallo di battaglia.
Eccovi dunque una classifica delle canzoni demenziali che secondo noi racchiudono al meglio tutta l’essenza di questo particolare e delirante genere musicale.

10) Volevo un taglio semplice – Gli Atroci

 

9) Matteo Renzi e l’inglese – Shish is the word – By Christian Ice

 

8) Sweet Home Sambuceto – Pizza & Fichi

 

7) La merda non muore mai – Prophilax

 

6) I promessi sposi in dieci minuti – Oblivion

 

5) Holly & Benji – Gemboy Version

 

4) Otto il passerotto – Latte e i suoi Derivati

 

3)  Tapparella – Elio e le Storie Tese

 

2) Feudalesimo e Libertà – NanowaR Of Steel (inno ufficiale di FeL)

 

1)  Giorgio Mastrota (The keeper of inox steel) – NanowaR of Steel

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Gaetano Marzotto, il “concorsone” degli imprenditori http://orsa-minore.com/2016/05/gaetano-marzotto-il-concorsone-degli-imprenditori/ http://orsa-minore.com/2016/05/gaetano-marzotto-il-concorsone-degli-imprenditori/#respond Thu, 05 May 2016 10:13:16 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4385 Tutto pronto per la nuova edizione del Premio Gaetano Marzotto, uno dei più importanti concorsi destinati a imprenditori e innovatori attivi nel nostro Paese. Il Premio, che mette sul piatto circa due milioni di euro, vuole contribuire a creare una piattaforma dell’innovazione italiana e le condizioni ambientali per un cambio…

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Tutto pronto per la nuova edizione del Premio Gaetano Marzotto, uno dei più importanti concorsi destinati a imprenditori e innovatori attivi nel nostro Paese. Il Premio, che mette sul piatto circa due milioni di euro, vuole contribuire a creare una piattaforma dell’innovazione italiana e le condizioni ambientali per un cambio di paradigma, sostenendo la nascita di nuova impresa in Italia: un percorso sempre più nell’ottica dell’open innovation e di un processo di internazionalizzazione, per una condivisione reale e costruttiva di saperi, visioni, modelli, rischi e benefici tra grandi aziende e giovani imprese innovative, all’interno di una rete sempre più globale. Un grande concorso che prevede diverse tipologie di premiazioni, in collaborazione con incubatori e grandi aziende.
A chi si rivolge?

Alle competizioni potranno partecipare:

  • persone fisiche maggiorenni
  • team di progetto
  • imprese startup
  • imprese già costituite
  • cooperative
  • associazioni

Ogni progetto imprenditoriale dovrà avere l’Italia come sede legale e base di sviluppo. Al tempo stesso, la sua ricaduta economica e sociale dovrà avvenire principalmente nel territorio italiano, generando esiti positivi (in particolar modo occupazionali).

Come partecipare?

Per partecipare è necessario presentare il proprio progetto tramite la piattaforma disponibile qui. Per inoltrare la propria candidatura c’è tempo fino al prossimo 27 giugno 2016. Non saranno ammessi progetti inviati via mail, cartacei, o che non rispettino i requisiti sopra elencati.

Per essere qualificabili per la competizione, il progetto imprenditoriale presentato deve avere i seguenti requisiti:

  • essere innovativo
  • essere originale
  • essere finanziariamente sostenibile e in grado di generare ritorni economici
  • avere un impatto sociale positivo sul territorio italiano (ad esempio: rispondere ad un bisogno concreto, migliorare la qualità della vita delle persone, valorizzare la cultura italiana, migliorare l’ambiente, il territorio…)
I premi

Il montepremi di oltre 2 milioni di euro tra premi in denaro e percorsi di affiancamento è così ripartito:

  • Premio per l’impresa: Destinato alla migliore impresa innovativa con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali territoriali, culturali o ambientali.
    Sono chiamati a partecipare nuovi imprenditori che abbiano una società già costituita, un team consolidato, un mercato di riferimento interessante e preferibilmente un partner (incubatore, acceleratore) che ne accrediti il valore. Valore del premio: 300mila euro da parte di Progetto Marzotto; 25mila euro di percorso di affiancamento della Fondazione CUOA; 20mila euro di percorso di affiancamento da parte di 012 Factory Academy.
  • Premio dall’idea all’impresa: riservato agli under 35, consiste in un riconoscimento in denaro, in percorsi di mentorship e in periodi di residenza all’interno degli incubatori di impresa con programmi dedicati, per trasformare le idee in impresa.
    Sono chiamate a partecipare persone fisiche, team di progetto e startup innovative. Valore del premio: 50mila euro da parte di Progetto Marzotto; 10mila euro di percorso di affiancamento da parte di CUOA Business School; 20mila euro di percorso di affiancamento da parte di 012 Factory Academy; 858.500 euro di valore complessivo dei periodi di residenza all’interno degli incubatori del network.
  • Premio Corporate Fast Track: Nato come evoluzione dei Premi Corporate, è il nuovo percorso di accelerazione realizzato in collaborazione con Innovation Foundries, che nell’ottica dell’open innovation coinvolge un network di sette gruppi industriali con l’obiettivo di aiutare le startup italiane a crescere, trovando soluzioni comuni di sviluppo nei settori High End Manifacture, Fashion, Food & Wine, Biotech & Health. Valore del premio: 175mila euro di percorsi di affiancamento.
  • Amazon Launchpad Award: prima edizione del Premio per la più innovativa startup di prodotto, pronta a sostenere un processo di collocamento sul mercato globale attraverso Amazon Launchpad.
    Oltre all’inserimento nel programma globale Amazon Launchpad, la startup vincitrice vedrà il suo prodotto considerato per un lancio sul mercato speciale, con un posizionamento sullo storefront ed attività specifiche di marketing e comunicazione. Riservato alle categorie di Concorso: Premio per l’Impresa e Premio dall’idea all’impresa.
  • Premio Speciale Aubay Digital Innovation: novo premio destinato a due startup che presentano soluzioni e prodotti innovativi per la digitalizzazione dei processi industriali e distributivi, a cui viene offerto uno speciale programma di accelerazione da parte di Aubay. Riservato a una startup per ciascuna categorie di Concorso: Premio per l’impresa e Premio dall’idea all’impresa. Valore del premio: 100mila euro di percorsi di affiancamento.
  • Premio Speciale Cisco: Nuovo premio dedicato a una startup che offre soluzioni e prodotti innovativi per la Smart Connectivity, a cui viene offerto uno speciale programma di accelerazione. Riservato alla categoria di Concorso Premio per l’impresa. Valore del premio: 500mila euro in percorso di affiancamento.
  • Premio Speciale Consorzio Roma Ricerche: nuovo premio destinato a cinque startup con tecnologie innovative che necessitino di supporto per la validazione tecnologica, la prototipazione, l’ingegnerizzazione e l’industrializzazione di prodotti e processi produttivi, consiste in uno speciale programma di accelerazione da parte di Consorzio Roma Ricerche. E’ rivolto ad entrambe le categorie di Concorso: Premio per l’impresa e Premio dall’idea all’impresa. Valore del premio: 150mila euro di percorsi di affiancamento.
  • Premio Speciale EY: nuovo premio dedicato a 1 startup che opera nei settori: Fintech & Digital Payments, Life Sciences, Smart Cities, Smart Manufacturing, Smart Retail, Cleantech & Energy, eGovernment, Smart Logistic & Transportation. E’ rivolto ad entrambe le categorie di Concorso: Premio per l’impresa e Premio dall’idea all’impresa. Valore del premio: 50mila euro in percorso di affiancamento.
  • Premio Speciale Gala Lab: nuovo premio dedicato ai settori Smart Cities e Smart Manufacturing, consiste in uno programma di accelerazione da parte di Gala Lab Corporate Venture Accelerator.
    Rivolto ad almeno tre startup per ciascuna delle due categorie di Concorso: Premio per l’impresa e Premio dall’idea all’impresa. Valore del premio: 150mila euro di percorsi di affiancamento.
  • Premio Speciale Ingdan Far East Development: nuovo premio destinato a dieci startup attive nel mercato Hardware Internet of Thing e Smart Manifacturing, offre l’opportunità di entrare nel mercato del Far East attraverso il gateway IngDan. Rivolto alla categoria di Concorso Premio per l’impresa. Valore del premio: 200mila euro di percorsi di affiancamento.
  • Premio Speciale Invitalia: nuovo premio dedicato a una startup che opera nei settori: Fintech/Insurancetech, Life Sciences, Smart Cities, Smart Manufacturing, Smart Logistic & Retail, Cleantech & Energy. Un percorso di accelerazione offerto da Invitalia. Rivolto ad entrambe le categorie di Concorso: Premio per l’impresa e Premio dall’idea all’impresa. Valore del premio: 50mila euro di percorsi di affiancamento.
  • Premio Speciale Unicredit Start Lab: quarta edizione del premio promosso da UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione, coaching, training manageriale e risorse finanziarie sviluppato da UniCredit per supportare le startup e le PMI innovative che implementano nuove tecnologie.
    Settori di interesse: Digital, Life Science, Clean Tech, Nanotech, Moda & Design, Robotica, Agrifood e Turismo. Rivolto ad almeno una startup per ciascuna delle due categorie di concorso: Premio per l’impresa e Premio dall’idea all’impresa. Valore del premio: 150mila euro di percorsi di affiancamento.
Ulteriori informazioni

Per ottenere ulteriori informazioni sul Premio Gaetano Marzotto leggere il regolamento.

 

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A Roma tornano gli anni d’oro del cinema fantastico http://orsa-minore.com/2016/05/4330/ http://orsa-minore.com/2016/05/4330/#respond Mon, 02 May 2016 10:44:53 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4330 Il Fantafestival e le Biblioteche di Roma in collaborazione con Vigamus (museo dei videogiochi) sono liete di presentare la rassegna “Gli anni d’oro del fantastico europeo”, prodotta dal Fantafestival con il patrocinio del programma MEDIA dell’Unione Europea. La rassegna, da lunedì 2 maggio a giovedì 30 giugno, comprende alcuni dei più importanti…

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Il Fantafestival e le Biblioteche di Roma in collaborazione con Vigamus (museo dei videogiochi) sono liete di presentare la rassegna “Gli anni d’oro del fantastico europeo”, prodotta dal Fantafestival con il patrocinio del programma MEDIA dell’Unione Europea.

La rassegna, da lunedì 2 maggio a giovedì 30 giugno, comprende alcuni dei più importanti film di genere realizzati in varie nazioni europee negli anni ’60, periodo che vide una grande popolarità del fantastico anche in Europa, e non solo in America, suo tradizionale bacino di attenzione. Furono gli anni in cui i produttori, non solo inglesi, ma anche francesi e italiani, poi seguiti dagli spagnoli e dai tedeschi, scoprirono che anche in Europa il cinema fantastico aveva un bacino di spettatori notevole, e poteva portar loro notevoli guadagni. E così si crearono dei filoni di interesse, differenti da paese a paese, e nacquero case produttrici specializzate nel genere.

ImmagineRassegnaFu un fenomeno che non si esaurì nel decennio dei ’60, ma che proseguì sia in Inghilterra, dove venne alimentato dagli storici rapporti di coproduzione con il cinema americano, ma anche e soprattutto in Italia, per giungere poi, negli anni ’70 e ’80, a dar vita al fortunato fenomeno degli “spaghetti horror”.

Nonostante il successo riscosso al momento della loro uscita nelle sale, questi film non sono facili oggi da vedere. Spariti ovviamente dal grande schermo, la loro fortuna è assai modesta anche sul piccolo. E così la generazione degli appassionati più giovani, così ben al corrente sulle tendenze contemporanee del genere, non ha mai avuto la possibilità di vedere capolavori che sono alla base di queste tendenze.

Sono queste lacune che la rassegna vorrebbe cercare di colmare, consentendo a chi non ha mai visto questi titoli e che li conosce solo per averne letto, di poter assistere alla proiezione dei film su grande schermo e insieme ad altri appassionati con i quali poi commentarli e discuterne.

La selezione è stata effettuata privilegiando, naturalmente, le opere meno viste e quelle di cinematografie meno specificamente interessate al genere. E così sarà possibile ammirare uno dei primi film di Roman Polanski, diretto ancora nel suo periodo polacco: Il coltello nell’acqua. Oppure uno dei film interpretati in Germania dalla grande maschera Klaus Kinski. O un’opera rappresentativa della produzione dello specialista Jess Franco, ancora nella Spagna franchista, in un periodo certo non favorevole a un cinema così trasgressivo.

Tutte le proiezioni sono il lingua italiana. Ingresso gratuito.

Programma

Biblioteca MARCONI

Via Gerolamo Cardano, 135 – 00146 Roma

Tel. 06-45460301 – e-mail: guglielmomarconi@bibliotechediroma.it

Lunedì 2 maggio – Ore 17:00

El cochecito – La carrozzella (Spagna, 1960) di Marco Ferreri

Lunedì 9 maggio – Ore 17:00

L’occhio che uccide (Peeping Tom, UK, 1960) di Michael Powell

Lunedì 16 maggio – Ore 17:00

Il coltello nell’acqua (Nóż w wodzie, Polonia, 1962) di Roman Polański

Lunedì 23 maggio – Ore 17:00

Le cinque chiavi del terrore (Dr. Terror’s House of Horrors, UK, 1965) di Freddie Francis        

Lunedì 30 maggio – Ore 17:00

Fahrenheit 451 (UK, 1966) di François Truffaut

Biblioteca VACCHERIA NARDI

Via di Grotta di Gregna, 37 – 00155 Roma

Tel. 06-45460491 – e-mail: vaccherianardi@bibliotechediroma.it

Mercoledì18 maggio

Ore 18  I diabolici (Les diaboliques, Francia, 1954) di Henri-Georges Clouzot
Ore 20 L’occhio che uccide (Peeping Tom, UK, 1960) di Michael Powell

Mercoledì1 giugno

Ore 18 Il coltello nell’acqua (Nóż w wodzie, Polonia, 1962) di Roman Polański
Ore 20 Il mulino delle donne di pietra (Italia, 1960) di Giorgio Ferroni

VIGAMUS – THE VIDEO GAME MUSEUM OF ROME

Via Sabotino, 4 – 00195 Roma

Tel. 06-4547 5940 – info@vigamus.com

Sabato 4 giugno – Ore 17:30

La jetee (Francia 1962, 28’) di Chris Marker

Talking con Alberto Ravaglioli, Marco Accordi Rickards, Maurizio Carrassi

La decima vittima (Italia, 1965) di Elio Petri

BIBLIOCAFFÈ LETTERARIO

Via Ostiense, 95 – 00154 Roma

Tel. 06-45460710 – e-mail: bibliocaffe@bibliotechediroma.it

Giovedì 9 giugno – Ore 18

I diabolici (Les diaboliques, Francia, 1954) di Henri-Georges Clouzot

Giovedì 16 giugno – Ore 18

Il villaggio dei dannati (Village of the damned, UK, 1960) di Wolf Rilla

Giovedì 23 giugno – Ore 18

Il coltello nell’acqua (Noz w wodzie, Polonia, 1962) di Roman Polanski

Giovedì 30 giugno – Ore 18

Il laccio rosso (Das indischeTuch, Germania Ovest, 1963) di Alfred Vohrer

Biblioteca NELSON MANDELA

Via La Spezia, 21 – 00182 Roma

Tel. 06-45460341 – e-mail: nelsonmandela@bibliotechediroma.it

Lunedì 13 giugno – Ore 18,30

I diabolici (Les diaboliques Francia, 1954) di Henri-Georges Clouzot

Lunedì 20 giugno – Ore 18,30

Il coltello nell’acqua (Nóż w wodzie, Polonia, 1962) di Roman Polański

Lunedì 27 giugno – Ore 18,30

Fahrenheit 451 (UK, 1966) di François Truffaut

Per ulteriori informazioni bibliotu.it.

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Con WiMan possiamo ottimizzare e condividere l’acceso al WiFi http://orsa-minore.com/2016/04/wiman-app-per-la-gestione-delle-connessioni-wifi/ http://orsa-minore.com/2016/04/wiman-app-per-la-gestione-delle-connessioni-wifi/#respond Wed, 27 Apr 2016 10:01:11 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4314 Nell’era della condivisione, della Sharing Economy e delle informazioni reperibili in qualsiasi momento, l’utilizzo di internet è diventato pressoché imprescindibile. La Global Mobile Service 2015 presentata da Deloitte, nota azienda di servizi di consulenza e revisione, ha evidenziato come gli italiani primeggino nell’uso dello smartphone e, di conseguenza, di internet attraverso…

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Nell’era della condivisione, della Sharing Economy e delle informazioni reperibili in qualsiasi momento, l’utilizzo di internet è diventato pressoché imprescindibile.

La Global Mobile Service 2015 presentata da Deloitte, nota azienda di servizi di consulenza e revisione, ha evidenziato come gli italiani primeggino nell’uso dello smartphone e, di conseguenza, di internet attraverso esso: con il 70% delle preferenze, siamo i primi a controllare il telefono appena svegli e, inoltre, il 63% di noi controlla lo smartphone nei 30 minuti che precedono il momento di addormentarsi. Dai dati emerge anche che gli italiani superano gli europei di un 39% nell’utilizzo dello smartphone per fare ricerche online e di un 30% per leggere news.

Allo stesso modo si attestano tra i primi in classifica nel preferire il cellulare a PC e tablet per controllare i social, con un 40% in più rispetto alla media europea. Secondo la stessa ricerca, nei Paesi europei la modalità di connessione più utilizzata in assoluto è il WiFi con il 64% delle preferenze, mentre in Italia ci aggiriamo intorno al 55%. Di fatto, sono oltre 2.000 le reti condivise dagli utenti nel Bel Pease, che si piazza al quarto posto dopo gli Stati Uniti, il Messico e il Brasile, secondo i dati presentati da WiMAN, la prima community di persone che condividono l’esperienza sull’utilizzo dei WiFi in tutto il mondo, testandone la velocità e mettendo la propria rete a disposizione in modo sicuro, per permettere agli altri utenti di connettersi gratuitamente.

Il controllo delle notifiche è diventato un vero e proprio tic che fa degli italiani i primi in Europa nel controllo del cellulare anche senza che questo squilli. Il tutto con una quantità di dati scambiati da capogiro: si parla di quasi 44.000 GB, con oltre 4 milioni di connessioni tramite WiFi negli ultimi 5 mesi.

WiMAN Free WiFi copre due aspetti decisamente importanti che ci permettono di ottimizzare l’utilizzo dei dati mobili sul nostro dispositivo: l’app gestisce le nostre connessioni wireless, permettendoci di collegarci sempre alla miglior rete disponibile ed è in grado di fornirci informazioni sulle reti disponibili, dotandoci in tempo reale di una mappa aggiornata con tutti gli hotspot cui è possibile connettersi.

Essendo presente in tutto il mondo, è possibile sfruttare l’app anche per i propri viaggi, scaricando una mappa consultabile in qualunque momento, anche rimanendo offline. WiMAN è quindi la prima community a livello mondiale che permette a tutti gli utenti di condividere con altri la propria connessione, il tutto in modo completamente gratuito.

Per maggiori informazioni: www.wiman.me/it/

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Grandi Navi Ovali: tutto l’indie di cui abbiamo bisogno http://orsa-minore.com/2016/04/all-you-can-hit-grandi-navi-ovali/ http://orsa-minore.com/2016/04/all-you-can-hit-grandi-navi-ovali/#respond Thu, 28 Apr 2016 08:49:30 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4318 Ci sono dischi che in qualche modo hanno accompagnato, accompagnano e accompagneranno per sempre la vostra vita. Quelli che ovunque andrete porterete sempre con voi, fisicamente o nei ricordi, dischi che custodirete gelosamente nel cruscotto della macchina o sullo scaffale nella vostra stanza. Ci sono dischi che al primo ascolto è…

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Ci sono dischi che in qualche modo hanno accompagnato, accompagnano e accompagneranno per sempre la vostra vita. Quelli che ovunque andrete porterete sempre con voi, fisicamente o nei ricordi, dischi che custodirete gelosamente nel cruscotto della macchina o sullo scaffale nella vostra stanza. Ci sono dischi che al primo ascolto è subito amore. Sì, basta la prima traccia e sapete già che lo riascolterete tutto a non finire. Ci sono dischi di artisti, o meglio, veri tesori nascosti, scoperti in un giorno qualunque quando la noia opprime. Ci sono dischi come quelli della band indie Grandi Navi Ovali che incarnano perfettamente tutto questo.

Le Grandi Navi Ovali erano già salpate verso l’azzurro e vasto mare della musica con il loro lavoro d’esordio: Micidiale. Un EP di cinque canzoni che, senza troppe pretese, li ha immessi nello spietato e sempre più popolato ambiente discografico e musicale italiano. Ma quando il vento si fa forte e le onde cominciano a spingere bisogna sciogliere le vele ed iniziare a navigare seriamente.

All You Can Hit è il nuovo full lenght targato Maciste Dischi de le Grandi Navi Ovali ed è la risposta e la conferma a tutto quello che la band ci aveva proposto di buono, è il salto di qualità che ci aspettavamo e che senza dubbio è arrivato. Il disco è composto da dieci tracce che subito, al primo ascolto, catturano e si attaccano addosso per non staccarsi più. Le melodie elettro-pop sono davvero notevoli, rimangono in testa in modo quasi ossessivo, come nel caso della canzone d’apertura Ovunque ma non qui e di Sfortuna, brano che vede anche la collaborazione dei Voina Hen e che trova nell’accelerazione e nel beat della batteria la propria forza.

In alcuni punti il disco diventa molto malinconico ed emotivo: l’acme compositivo drammatico si raggiunge con la seconda traccia Mannaggiallavita, uno dei pezzi più riusciti e belli dell’intero album (una delle dieci canzoni indie italiane da ascoltare assolutamente) e con la sentimentale Per questa notte e per le altre cento. Proprio quest’ultima è forse, liricamente, quella che più trasmette sensazioni forti e intreccia un nodo in gola, che viene sciolto solamente alla fine dallo stupendo assolo pianistico che offre una sorta di liberazione dalla malinconia.

All You Can HitDa menzionare assolutamente è Felipe Sodinha canzone omaggio dedicata all’ex calciatore omonimo, che ha abbandonato la scena calcistica a soli 27 anni perché in sovrappeso. Con questo pezzo le Grandi Navi celebrano un tipo di eroe diverso da quello comune, “un eroe nascosto, chiuso dentro un potenziale” che contrasta con i classici eroi ormai scaduti e smascherati, “ecco perché il più grande di tutti è Felipe Sodinha” un eroe/antieroe più vicino al nostro tempo, più vicino a noi.

Un brano che spezza invece un po’ l’atmosfera melanconica dei brani succitati è senza ombra di dubbio Morsicare, un connubio perfetto tra magnifico “delirio lirico” e sonorità elettriche ed elettroniche. Gli altri pezzi non sono da meno, nessun brano è sottotono e l’ascoltatore è tenuto in equilibrio sull’onda dell’entusiasmo fino alla fine. Ma non vogliamo spoilerarvi tutto, lasciamo a voi il piacere di scoprirli, apprezzarli e trarre le vostre conclusioni.

 

Insomma, All You Can Hit, ovvero tutto quello che riesci a colpire, fa il suo lavoro alla grande: colpisce, diverte e arricchisce, dimostrando il talento puro e umile della band. Vi starete certamente chiedendo se è giusto sbilanciarsi così tanto. La risposta è una ed è semplice: sì! In un periodo in cui la musica italiana giovane è dominata (e rovinata) dai prodotti dei vari talent, e non solo, è giusto premiare chi il talento ce l’ha davvero e chi se lo sta guadagnando con le unghie e con i denti, come appunto le Grandi Navi Ovali.

Avviso ai naviganti: le Grandi Navi Ovali sono salpate e di certo non getteranno l’ancora ora, perché il vento è forte e l’orizzonte di fronte a loro è sempre più limpido.
Vento in poppa ragazzi!

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Una startup innovativa su tre ha un sito che non funziona http://orsa-minore.com/2016/04/startup-innovative-report-instilla/ http://orsa-minore.com/2016/04/startup-innovative-report-instilla/#respond Wed, 27 Apr 2016 09:33:38 +0000 http://orsa-minore.com/?p=4311 È quanto emerge dal Report Startup SEO 2016 R1 elaborato da Instilla, giovane società, essa stessa startup innovativa, impegnata a ottimizzare i processi del marketing digitale. Instilla ha preso in esame le 5143 imprese iscritte nel registro delle startup innovative tenuto dalle Camere di Commercio, basandosi sui dati aggiornati al 31 dicembre 2015. La…

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È quanto emerge dal Report Startup SEO 2016 R1 elaborato da Instilla, giovane società, essa stessa startup innovativa, impegnata a ottimizzare i processi del marketing digitale.

Instilla ha preso in esame le 5143 imprese iscritte nel registro delle startup innovative tenuto dalle Camere di Commercio, basandosi sui dati aggiornati al 31 dicembre 2015. La fotografia, realizzata in collaborazione con il venture accelerator Nuvolab, restituisce l’immagine di un ecosistema che, paradossalmente, sembra non avere troppa dimestichezza con i siti web. Solo sei startup su dieci hanno dichiarato di avere un sito, di questi siti tre sue dieci non funzionano e solo uno su due è ottimizzato per il mobile. Alla fine i siti che raggiungono le performance minime degli standard di Google sono il 15%, ovvero quelli di sole 458 startup.

I dati

Sul totale delle startup del Registro, 2998 (il 58,3%) hanno indicato di avere un sito web. Di queste, solo 2167 (il 72,3%) risulta avere un sito funzionante a marzo 2016. Di conseguenza il 27,7% ha siti web non funzionanti, che possono essere classificati in tre categorie:

  • non accessibili (per un errore interno o un timeout del server);
  • dominio scaduto o in vendita;
  • sito web in costruzione.

Altro dato sorprendente è che la percentuale di siti web non funzionanti cresce con il passare degli anni: dal 14,3% del 2009 al 30,7% del 2015.

Va male anche con il Google Mobile Friendly Test

Il Test consente di scoprire se Google riconosce il sito web come responsive, ovvero ottimizzato per la visualizzazione da smartphone e tablet. Risulta che solo il 68,1% dei siti web funzionanti (ovvero il 49.2% del totale dei siti web dichiarati) supera il Google Mobile Friendly Test. In questo caso emerge tuttavia un trend positivo dei siti web responsive sul totale dei funzionanti, che passano dal 16,7% nel 2009 al 67,5% nel 2015.

Anche la velocità da mobile è una nota dolente. Instilla ha utilizzato il Google Mobile Page Speed Test, che analizza la velocità di caricamento delle pagine del sito web da smartphone e tablet. Un indice di Mobile Page Speed ottimale è uguale o superiore a 70/100 mentre un indice inferiore a 60/100 è considerato da Google come non sufficiente per una buona esperienza utente. Dei siti web dichiarati dalle startup che hanno passato il test di responsiveness solo il 31,2% ottiene un punteggio sufficiente di Mobile Page Speed, ovvero il 15,3% delle dichiarate.

“Se la presenza mobile è indice di digitalizzazione, da questa analisi emergono certamente forti indizi che portano a pensare che le startup italiane iscritte nel Registro delle Startup Innovative non siano digitali” commenta Paolo Meola, Ceo di Instilla.

“Un’azienda, soprattutto se ritenuta innovativa e aderente alle indicazioni del decreto – scrive Emil Abirascid, direttore di StartupBusiness, nella prefazione al report – non può non avere un sito web che non è funzionante perché ciò indica una mentalità inefficiente, poca attenzione verso il proprio business, inconsistenza del progetto. Se i siti web delle startup del registro sono non funzionanti o non appropriati nella misura in cui rileva la ricerca di Instilla è ulteriore cartina tornasole della inconsistenza di tale registro, che evidentemente ospita nelle sue file tante aziende che di innovativo hanno ben poco, quando invece una politica seria a sostegno delle startup innovative dovrebbe lavorare per sostenere quelle, anche se poche, che mostrano potenzialità di crescita, impegno e volontà di emergere”.

Qui è possibile scaricare il report completo.

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