Una leggenda popolare affermerebbe che il calabrone, dal punto di vista scientifico, non sia in grado di volare, ma nonostante ciò riesca comunque a farlo. Prima di tutto, bisogna precisare che lo stesso termine calabrone è sbagliato: deriva, infatti, da un’errata traduzione della parola inglese bumblebee, che si riferisce al bombo (Bombus terrestris) e non al calabrone (Xylocopa violacea). Ma andiamo con ordine. La frase incriminata sarebbe la seguente:
“Aerodynamically, the bumblebee shouldn’t be able to fly, but the bumblebee doesn’t know it so it goes on flying anyway”
In italiano si tradurrebbe con:
“La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”
Questa frase è stata spesso attribuita, erroneamente, ad Albert Einstein. In realtà, la sua origine è difficile da definire con certezza. Si racconta di un aneddoto che vede coinvolto un aerodinamico svizzero il quale, durante una cena, dopo aver concluso alcuni calcoli approssimativi, concluse che, secondo le equazioni aerodinamiche, i bombi non potrebbero volare. Altre fonti farebbero risalire l’origine della frase all’entomologo francese Antoine Magnan (1881–1938). Nel suo libro, Le Vol des Insectes (1934), Magnan scrisse di aver applicato le equazioni della resistenza dell’aria al volo degli insetti, dimostrando che il volo del bombo fosse impossibile ma affermando contemporaneamente che “non si dovrebbe essere sorpresi se il risultato dei calcoli non è uguale alla realtà dei fatti”. Nel suo libro si legge:
“Tout d’abord poussé par ce qui se fait en aviation, j’ai appliqué aux insectes les lois de la résistance de l’air, et je suis arrivé avec M. Sainte-Laguë à cette conclusion que leur vol est impossible”
Che si traduce con:
“Spinto da ciò che viene fatto nel settore dell’aviazione, ho applicato le leggi della resistenza dell’aria agli insetti e sono arrivato, insieme al signor Sainte-Laguë, alla conclusione che il loro volo è impossibile”
In effetti, osservando un bombo, si può facilmente notare che la sua aerodinamicità non è certo delle migliori: i bombi sono piuttosto grandi, dal peso di quasi un grammo e con una superficie alare di 1 cm². Con queste caratteristiche, non sarebbero in grado di produrre sufficiente portanza (forza che permette il sostentamento in volo).

I calcoli che proverebbero l’impossibilità del volo del bombo si basano, però, su una visione semplificata del battito d’ali dell’insetto in questione. Utilizzando riprese cinematografiche ad alta velocità dei battiti delle ali, e confrontandole con modelli di simulazione al computer, si è scoperto attorno al 1990 che un insetto ha un movimento alare particolare, non comparabile con il semplice battito d’ali di un uccello, ma molto più complesso, che comporta la torsione e l’oscillazione delle ali al fine di creare dei vortici d’aria attorno a un nucleo centrale (muovono le ali non sono verticalmente quindi, ma soprattutto orizzontalmente, avanti e indietro).
Gli studi sul movimento alare degli insetti, dall’epoca, non si sono interrotti, anzi, hanno continuato a far progressi: Michael Dickinson, un professore di biologia ed esperto di volo degli insetti all’Università di Washington, nel 2005, dopo aver raccolto dati utilizzando fotografie ad alta velocità (5000 frames al secondo), ha pubblicato uno studio sul volo del calabrone sciogliendo finalmente il mistero: nello studio ha affermato che “tutta la questione di come queste piccole ali generano una forza sufficiente per mantenere l’insetto in aria è stata risolta, […] rimangono alcuni dettagli, ma ormai non è più un enigma”. Attraverso questi studi si è scoperto che il calabrone batte le ali 200 volte al secondo (5 volte il battito d’ali di un colibrì). Questa incredibile velocità, insieme al particolare e complesso movimento alare, permette al bombo di generare sufficiente portanza per il suo volo.
In conclusione, anche se questa leggenda continua a persistere, in realtà è ovviamente una bufala. Il bombo, dal punto di vista scientifico, ha tutte le caratteristiche necessarie per volare. E lo sa bene.
Sitografia
http://www.livescience.com/33075-how-bees-fly.html
http://www.sciencedaily.com/releases/2009/05/090507194511.htm
http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2402226/Video-shows-bumblebees-fly-The-creatures-muscles-oscillate-spontaneously.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Bumblebee#Misconception_about_flight
E’ ovvio che sia una bufala. E’ dimostrato empiricamente che il bombo in qualche modo voli. Il significato della frase va interpretato proprio in relazione a quanto da te descritto. Per poter volare, nonostante la sua scarsa aerodinamica ed il peso, il bombo deve battere le ali ad una velocità impressionante. In parole povere, deve farsi un mazzo tanto, più di altri insetti, per vincere i suoi limiti fisici e librarsi in volo. Va considerata più come un proverbio che come un fatto. Un concetto espresso per stimolare l’interlocutore a dare il meglio di se.